Come vede la città un bambino o una bambina? Quali dettagli catturano la sua attenzione? Quali storie emergono quando a raccontare Modena sono i più piccoli?
Da queste domande è nato “Vietato ai maggiori di 6 anni”, il progetto promosso dalla Fondazione Cresci@Mo che ha coinvolto circa 230 bambine e bambini delle undici scuole dell’infanzia della Fondazione in un percorso di esplorazione della città attraverso il linguaggio audiovisivo.
Realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’iniziativa ha introdotto i bambini ai linguaggi delle immagini e dei suoni attraverso attività di osservazione, ascolto, registrazione sonora, riprese video e animazione.
La città come ambiente educativo diffuso
Tra febbraio e marzo i bambini hanno esplorato alcuni dei luoghi più rappresentativi di Modena, utilizzando direttamente piccole telecamere per osservare, documentare e raccontare il territorio.
Nel corso del progetto hanno visitato la Ghirlandina, il Cimitero di San Cataldo, gli Orti Buon Pastore, l’Acetaia Comunale, il Teatro Comunale Pavarotti-Freni, il Museo Enzo Ferrari, il Parco Amendola e l’Archivio Cesare Leonardi.
Luoghi diversi per storia, funzione e significato, diventati occasioni di scoperta e conoscenza. Attraverso immagini, suoni e narrazioni, i bambini hanno costruito una rappresentazione originale della città, trasformando il territorio in un vero e proprio ambiente educativo diffuso.
Bambini e bambine protagoniste del racconto
Al centro del progetto c’è l’idea di riconoscere i bambini come soggetti attivi e competenti, capaci di interpretare la realtà e attribuire significati alle esperienze vissute.
«L’obiettivo del progetto era riconoscere i bambini come soggetti competenti, capaci di osservare, interpretare e raccontare la realtà attraverso linguaggi differenti», spiega Patrizia Belloi, responsabile del Coordinamento Pedagogico della Fondazione Cresci@Mo. «L’audiovisivo si è rivelato uno strumento educativo particolarmente efficace per promuovere partecipazione, inclusione, cooperazione e sviluppo di una prima consapevolezza critica rispetto alle immagini e ai suoni che caratterizzano la vita quotidiana».
Il linguaggio audiovisivo è diventato così uno strumento di espressione e relazione, capace di valorizzare il protagonismo dei bambini e di favorire la partecipazione di tutti attraverso una pluralità di linguaggi.
Il contributo della regista Federika Ponnetti
Determinante per la realizzazione del percorso è stato il contributo della regista Federika Ponnetti, che ha guidato le attività laboratoriali insieme alle insegnanti, accompagnando bambini e adulti nella scoperta delle potenzialità educative della telecamera.
«La telecamera è diventata molto più di uno strumento tecnico», sottolinea Ponnetti. «Per i bambini si è trasformata in un mezzo per esplorare, fare domande, osservare dettagli e costruire significati. Il documentario restituisce uno sguardo autentico sulla città e dimostra quanto i bambini siano capaci di raccontare il mondo che li circonda».
Un documentario per raccontare l'esperienza
Il percorso si è concluso con la realizzazione del documentario “Vietato ai maggiori di 6 anni”, presentato il 20 maggio alla Tenda di Modena alla presenza di bambini, famiglie, insegnanti e operatori.
La proiezione ha rappresentato un importante momento di restituzione pubblica e di condivisione con la comunità educante, valorizzando il ruolo dei bambini come autori e narratori della propria esperienza.
Dal progetto nasce un kit pedagogico
Uno degli esiti più significativi dell’iniziativa è stata la realizzazione di un kit pedagogico dedicato all’utilizzo dell’audiovisivo nella scuola dell’infanzia, elaborato dalla Fondazione Cresci@Mo e coordinato da Patrizia Belloi.
Il materiale raccoglie metodologie, strumenti, riferimenti pedagogici e proposte operative sperimentate durante il progetto, con l’obiettivo di rendere l’esperienza trasferibile e replicabile in altri contesti educativi.
«Abbiamo voluto trasformare un’esperienza innovativa in un patrimonio condiviso», spiega Belloi. «Il kit rappresenta un’opportunità concreta per diffondere pratiche educative che valorizzano il protagonismo dei bambini e il linguaggio audiovisivo come strumento di apprendimento, relazione e cittadinanza».
"Vietato ai maggiori di 6 anni" diventa una buona pratica pedagogica per il territorio
L’esperienza è stata presentata il 29 maggio durante la plenaria del Coordinamento Pedagogico Territoriale della provincia di Modena come esempio di buona pratica educativa nell’utilizzo del cinema con e per i bambini.
Grazie al coinvolgimento delle scuole, delle insegnanti, delle famiglie, della regista Federika Ponnetti e delle realtà culturali che hanno accolto le visite dei bambini, “Vietato ai maggiori di 6 anni” si propone oggi come un modello educativo innovativo, capace di coniugare educazione all’immagine, inclusione, partecipazione e valorizzazione delle competenze dei bambini fin dalla prima infanzia.
Altre informazioni
Scarica kit pedagogico dedicato all’utilizzo dell’audiovisivo nella scuola dell’infanzia
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