Dalla Cisgiordania a Modena: un progetto di accoglienza e comunità

Dal 10 giugno al 5 luglio Modena accoglie bambine e bambini provenienti dal villaggio palestinese di Taybeh, in Cisgiordania, all’interno del progetto interculturale “Modena con Taybeh”, promosso da Auser Volontariato Modena e patrocinato dal Comune di Modena, con il sostegno della Fondazione di Modena.

Un’iniziativa che mette al centro l’incontro tra coetanei, la costruzione di relazioni educative e la possibilità di vivere esperienze di gioco, socialità e crescita condivisa.

Una rete educativa e sociale per accogliere

Il progetto nasce da una rete ampia e articolata di associazioni, cooperative, scuole, gruppi scout, famiglie e realtà del Terzo settore.

Un lavoro corale che coinvolge il territorio modenese e si fonda sull’idea di “comunità educante”: una città che si prende cura, che accoglie e che costruisce occasioni di incontro tra bambini e bambine provenienti da contesti diversi.

Tra i partner figurano enti istituzionali, associazioni culturali e sociali, realtà del volontariato e del mondo cooperativo, insieme a gruppi informali di cittadine e cittadini.

Esperienze educative, gioco e relazione

Per quasi un mese, i bambini e le bambine tra gli 8 e i 12 anni partecipano a centri estivi e attività diffuse sul territorio: laboratori creativi, sport, educazione ambientale, letture, musica, cinema, percorsi scoutistici e momenti di scoperta della città e dei suoi spazi naturali.

Le attività sono pensate per favorire la relazione tra pari, la conoscenza reciproca e lo sviluppo di competenze sociali ed emotive, attraverso il linguaggio universale del gioco e dell’esperienza condivisa.

Un progetto che parla di diritti e futuro

In un contesto internazionale segnato da conflitti e disuguaglianze, il progetto si propone come un’esperienza concreta di solidarietà e dialogo.

Come ha sottolineato l’assessora alle Politiche educative del Comune di Modena, Federica Venturelli, si tratta di un’iniziativa che restituisce ai bambini spazi di serenità e diritti fondamentali, a partire dal diritto al gioco e all’educazione.

Un’esperienza che si inserisce anche nella memoria storica dei “Treni della felicità”, riletta oggi in chiave contemporanea.

Comunità, partecipazione e restituzione pubblica

Il progetto coinvolge circa 20 bambini palestinesi, insieme a oltre 100 coetanei modenesi e a centinaia di cittadini nelle attività pubbliche previste.

Sono inoltre previsti momenti di restituzione alla città, eventi aperti e produzioni creative che racconteranno l’esperienza vissuta durante le settimane di accoglienza.

L’obiettivo è rafforzare la coesione sociale e valorizzare il ruolo educativo della comunità, costruendo legami che restano nel tempo.

Sostegno al progetto