Un viaggio che unisce territori, generazioni e storie. È quello che hanno vissuto 27 studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo grado “San Carlo” di Modena, protagonisti del progetto “Il treno dei desideri”, nato dal gemellaggio con l’Istituto comprensivo De Amicis–Baracca di Napoli.
Dal 26 al 28 marzo, i ragazzi e le ragazze modenesi sono stati accolti dai loro coetanei napoletani, partecipando a un’esperienza educativa che ha intrecciato memoria storica, relazione e linguaggi espressivi.
Dalla memoria del passato a un’esperienza contemporanea
Il progetto prende ispirazione dalla vicenda dei “treni della felicità”, che tra il 1945 e il 1947 permisero a oltre 70mila bambini e bambine del Sud Italia di essere accolti da famiglie del Centro-Nord, tra cui Modena, in un grande gesto di solidarietà collettiva.
Oggi quel gesto viene simbolicamente riletto: sono i ragazzi napoletani ad accogliere i coetanei modenesi, rinnovando un legame tra territori fondato su accoglienza, condivisione e solidarietà.
Un’esperienza di scuola attiva
“Stiamo facendo scuola in maniera attiva, coinvolgente e partecipata”, racconta la dirigente scolastica Silvia Zetti.
Durante il soggiorno a Napoli, gli studenti hanno visitato luoghi simbolo della città come piazza del Plebiscito, il Palazzo Reale e la Galleria Borbonica, ma soprattutto hanno avuto l’opportunità di vivere i Quartieri Spagnoli da protagonisti, incontrando coetanei, insegnanti e realtà educative del territorio.
Particolarmente significativa la visita alla Fondazione Foqus, esempio concreto di progetto sociale capace di valorizzare il quartiere e costruire opportunità educative e di socializzazione.
“Girando per le vie della città – continua Zetti – i ragazzi scoprono con i loro occhi la bellezza di una Napoli accogliente, viva, ospitale”.
Il cinema come strumento educativo
Il percorso ha previsto anche un lavoro sul linguaggio cinematografico. Dopo la lettura del libro di Viola Ardone e la visione del film diretto da Cristina Comencini, gli studenti hanno progettato e realizzato un mediometraggio.
Guidati dal regista Francesco Di Leva, hanno raccontato l’incontro tra Modena e Napoli attraverso immagini, suoni e testimonianze, utilizzando il cinema come strumento di espressione e cittadinanza attiva.
Relazioni, territorio, crescita
L’esperienza ha rappresentato un’importante occasione di crescita personale e collettiva. Gli studenti e le studentesse hanno costruito relazioni, condiviso vissuti e superato rappresentazioni stereotipate dei territori.
Accolti anche dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, hanno potuto sperimentare concretamente il valore di una scuola che crea connessioni tra contesti diversi.
Un progetto che continua
Il percorso, avviato nel 2025, proseguirà nei prossimi mesi con una nuova fase di scambio: saranno infatti gli studenti napoletani a essere ospitati a Modena.
Alla base del progetto resta un messaggio attuale: la conoscenza dell’altro e la condivisione sono strumenti fondamentali per costruire comunità più consapevoli e inclusive.