Nei nidi comunali arriva l’ambientamento partecipato: i primi tre giorni si entra insieme

Dal nuovo anno educativo cambia il modo di vivere l’ingresso al nido. Bambine, bambini e genitori condividono l’intera giornata per costruire sicurezza, fiducia e alleanza educativa. E per concentrare in pochi giorni il tempo richiesto alle famiglie.

I primi giorni al nido si vivono insieme. È questa la novità principale dell’anno educativo 2026/2027 nei nidi a gestione diretta del Comune di Modena, dove viene introdotto in tutte le sezioni l’ambientamento partecipato.

Il nuovo modello nasce da un percorso di studio, formazione e sperimentazione e mette al centro due elementi: la sicurezza di bambine e bambini e la costruzione di un’alleanza educativa con le famiglie. Un approccio che tiene conto dei tempi e dei bisogni dei bambini, senza dimenticare le esigenze organizzative dei genitori.

I primi tre giorni insieme

Con l’ambientamento partecipato, nei primi tre giorni il genitore, o un altro adulto di riferimento, accompagna il bambino al nido e rimane con lui per l’intera giornata, dal mattino al pomeriggio.

Dal quarto giorno, invece, il bambino rimane al nido per l’intera giornata senza la presenza del familiare.

Rispetto al tradizionale ambientamento progressivo, quindi, non si procede aumentando gradualmente i tempi di permanenza e di separazione. Il bambino può conoscere fin da subito il nuovo ambiente avendo accanto una figura affettiva conosciuta, mentre genitori ed educatori iniziano a costruire una relazione basata sulla fiducia e sulla collaborazione.

Conoscere il nido insieme

Nei primi giorni il bambino può così esplorare gli spazi, incontrare gli altri bambini e conoscere le educatrici mantenendo un riferimento affettivo stabile.

Insieme al genitore può fare esperienza dell’intera giornata educativa: dall’accoglienza al gioco, dai momenti di cura al pranzo, fino al riposo. Spazi, persone e routine diventano progressivamente familiari e prevedibili, creando le condizioni per affrontare con maggiore sicurezza il successivo momento della separazione.

L’ambientamento diventa quindi non solo un passaggio organizzativo, ma un vero processo di costruzione della sicurezza relazionale, nel quale bambini, genitori ed educatori partecipano fin dall’inizio alla costruzione di nuove relazioni.

«L’ingresso al nido è un passaggio importante non soltanto per i bambini, ma per tutta la famiglia», sottolinea l’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli. «Vogliamo accompagnarlo costruendo fin dall’inizio fiducia, sicurezza e una relazione forte con il servizio. L’ambientamento partecipato permette al bambino di conoscere il nuovo ambiente insieme alla propria figura di riferimento e, contemporaneamente, consente alle famiglie di entrare realmente nella quotidianità del nido e di costruire un rapporto con le educatrici».

Tre giorni per accompagnare un cambiamento importante

La presenza del genitore viene quindi concentrata nei primi tre giorni, anziché essere distribuita lungo un periodo più lungo.

Una modalità che può rendere più semplice anche la conciliazione tra tempi di cura e tempi di lavoro: alle famiglie viene richiesto di organizzare tre giornate di presenza, invece di una serie più lunga di permessi legati all’inserimento progressivo.

«È un modello che mette al centro il benessere dei bambini ma che presta attenzione anche ai bisogni organizzativi dei genitori», aggiunge Venturelli, «concentrando in pochi giorni una presenza che in precedenza poteva protrarsi per settimane».

Un percorso costruito attraverso studio e sperimentazione

L’introduzione dell’ambientamento partecipato è il risultato di un percorso avviato nei nidi comunali attraverso gruppi di lavoro, coordinatori pedagogici, formazione e sperimentazione.

La prima esperienza è stata avviata al Nido d’infanzia Silvio Pellico, con il monitoraggio e la supervisione del coordinamento pedagogico, e successivamente il modello è stato progressivamente esteso al sistema dei nidi comunali nel corso dell’anno educativo 2025/2026.

Il percorso formativo ha coinvolto Silvia Iaccarino, Valeria Zoffoli e Fabiola Tinessa di Percorsi Formativi Zerosei e si è sviluppato anche alla luce delle più recenti acquisizioni della ricerca pedagogica e neuroscientifica, che sottolineano il ruolo della sicurezza relazionale nella possibilità del bambino di esplorare, entrare in relazione e apprendere.

A giugno, inoltre, ogni nido ha organizzato una “merenda di benvenuto” nel proprio giardino, per anticipare il primo incontro tra bambini, famiglie ed educatrici. In quell’occasione le famiglie hanno ricevuto anche una brochure informativa sul nuovo modello, disponibile in italiano, inglese e arabo.

L’estensione dell’ambientamento partecipato a tutti i nidi comunali sarà accompagnata da attività di supporto pedagogico, documentazione e confronto professionale, mantenendo la necessaria flessibilità rispetto alle caratteristiche dei singoli servizi e ai bisogni di bambine, bambini e famiglie.

Il percorso si inserisce nella più ampia cultura pedagogica sviluppata dal Comune di Modena nell’ambito di “Modena 0/6 Costruire Futuro” e della “Carta educativa per i Servizi 0-6”, all’interno degli indirizzi del Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni.