Sviluppare un’intelligenza emotiva è oggi una sfida educativa prioritaria perché significa imparare a comprendere sé stessi e gli altri, ad addomesticare i nostri impulsi più distruttivi, a essere empatici e non indifferenti, a dare significato a quello che ci accade. Vivere e gestire le emozioni in modo consapevole sono alla base dei processi di apprendimento.
E le emozioni si imparano vivendole
Nei giorni de Il coraggio delle emozioni, tanti bambini, bambine e famiglie delle scuole di Modena hanno sperimentato cosa significhi dare voce, colore e forma ai propri sentimenti.
Nel laboratorio “Canzoni piccole… emozioni grandi”, la musica è diventata un linguaggio comune: filastrocche, suoni e risate hanno unito grandi e piccoli in un’unica “rete emozionale”, trasformando un pomeriggio in una festa condivisa.
Nel laboratorio emozionale “Io e la mia scelta”, all’aperto tra il verde dell’agrinido, i bambini hanno scoperto la libertà di scegliere e di fidarsi di sé, accompagnati dalle pagine del libro Io e la mia scelta di Yile Gao.
Con “Sotto le stelle del MoMo”, le emozioni hanno preso forma tra le parole e le immagini di Un barattolo di stelle di Deborah Marcero: una lettura animata seguita da un laboratorio creativo per dare luce alle proprie sensazioni.
Nel laboratorio “Il cosmo in una stanza”, la tecnologia è diventata poesia: favole cosmiche e immagini interattive hanno permesso ai bambini di toccare con mano la nascita dell’universo e di sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Infine, con “Emozioni impresse in un attimo”, la natura è diventata tela e ispirazione. Colori, fotografie e disegni hanno dato forma visibile ai sentimenti, proiettati poi nella “stanza della luce” del Polo per l’Infanzia La Madonnina.
Cosa portiamo con noi?
Ogni laboratorio è stato un piccolo viaggio collettivo dentro le emozioni per imparare, insieme, che educare significa anche ascoltare ciò che si muove dentro di noi.