Inglese nello 0–6: un’esperienza che parte dall’ascolto

L’introduzione della lingua inglese nei servizi 0–6 si basa su un dato fondamentale: nei primi anni di vita il cervello è particolarmente plastico e ricettivo.

L’esposizione precoce a una seconda lingua rende l’apprendimento più naturale ed efficace. Ascoltare parole, suoni e ritmi diversi arricchisce non solo la comprensione e la produzione linguistica, ma anche la competenza fonologica, alla base dei futuri apprendimenti di lettura e scrittura.

I benefici del bilinguismo

Il contatto con più lingue non riguarda solo la comunicazione.

Il bilinguismo contribuisce allo sviluppo di importanti abilità cognitive, come la flessibilità mentale, il controllo dell’attenzione e la memoria di lavoro.

Le Linee pedagogiche per il sistema integrato 0–6 riconoscono il plurilinguismo come un valore educativo, promuovendo ambienti ricchi, aperti e multiculturali.

Un apprendimento naturale

Alla scuola dell’infanzia, l’inglese non è una “materia”, ma un’esperienza.

L’apprendimento avviene per immersione, dentro le routine quotidiane, il gioco e le attività esperienziali. In un contesto sereno e familiare, i bambini ascoltano, ripetono, usano spontaneamente parole e suoni.

La collaborazione tra insegnanti ed esperti di lingua permette di costruire un percorso coerente, integrato nella progettazione educativa.

Le esperienze nello 0–3

Negli ultimi anni sono state avviate esperienze anche nei servizi per i più piccoli, grazie alla collaborazione con l’Università di Bologna e al progetto regionale Sentire l’inglese.

L’obiettivo non è “insegnare” la lingua, ma sviluppare la capacità di riconoscere suoni e parole, ampliando l’ascolto e la sensibilità linguistica.

Un approccio inclusivo, che valorizza tutte le lingue presenti nelle famiglie e nei contesti educativi.

Come si impara

L’inglese entra nella quotidianità attraverso momenti brevi ma significativi.

Canzoni, storie, giochi e routine accompagnano l’ascolto, insieme a gesti, movimenti e coinvolgimento corporeo, fondamentali per la comprensione. La ripetizione, la familiarità e l’uso di materiali autentici aiutano i bambini a sentirsi sicuri e a interiorizzare la lingua in modo naturale.

Il ruolo di chi educa

L’educatore o l’educatrice è una figura chiave.

Attraverso la relazione, l’espressività e la presenza quotidiana, accompagna i bambini nell’associazione tra parole, azioni e significati.

È nella qualità di questa relazione che l’apprendimento linguistico diventa esperienza viva, integrata nella quotidianità.

Continuiamo a parlarne insieme

Nelle prossime settimane, sui nostri canali social racconteremo esperienze concrete dai servizi 0–6: attività, proposte e pratiche educative legate alla lingua inglese.

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